Non hanno neanche due anni di vita e già rischiano di scomparire. Sono le parafarmacie, esercizi sempre più familiari per gli italiani, creati grazie al decreto Bersani, che ha parzialmente liberalizzato il mercato della vendita al dettaglio dei medicinali. Il decreto ha, infatti, permesso l´apertura di oltre 2.500 punti vendita in cui è possibile acquistare i cosiddetti "farmaci da banco", ovvero tutti quei prodotti che non hanno bisogno della prescrizione medica. Un´opportunità colta al volo da quasi 5.000 farmacisti italiani che, non disponendo dei 2-3 milioni di euro che ci vogliono, in media, per acquistare una farmacia, hanno così potuto aprire un´attività in proprio, con effetti tangibili per gli italiani. Le parafarmacie, infatti, hanno praticato sconti che vanno dall´11,4% al 20,9% (dati Altroconsumo), spingendo così anche le farmacie tradizionali ad abbassare i prezzi di quasi il 4%. Questo scenario potrebbe, però, cambiare presto e in maniera drammatica.
In Parlamento, infatti è in discussione un ddl “Gasparri “ a firma dei parlamentari della maggioranza che aprirebbe a tutti gli esercizi commerciali la possibilità di vendere confezioni starter dei farmaci da banco, al cui interno sarebbero presenti dalle due alle quattro compresse del prodotto. Un progetto che toglierebbe dunque l´obbligo della presenza del farmacista, mettendo come unica condizione per la vendita dei farmaci da banco l´esistenza di un reparto dedicato.
io ho le mie idee politiche , Su questa base tutti sono benvenuti, destra, sinistra, centro…
ma ultimamente l’Italia sembra come capovolta…, Certo un partito come quello di (Partito delle Libertà) dovrebbe essere il primo a fare le reali liberalizzazioni facendo apparire quelle di Bersani quelle di un vetero-comunista…ma invece sembra che alla sinistra gli tocchi fare la liberista….dato che purtroppo il partito di governo è comandato nei fatti (come quello che si vede nelle legge proposta)dai corporativisti cioè quelli che difendono gli interessi consolodati a danno del libero mercato.
Il DDl Gasparri, penalizza le parafarmacie è un regalo alla lobby dei farmacisti capitanati da Miss Sacconi ,
ma allora perchè tornare al vecchio sistema ?? Mi sorge un piccollissimo sospetto, non sarà il solito "favore" ai soliti amichetti, alle solite lobby ?? E sarò in malafede oppure, il fatto che la Signora Sacconi (Enrica Giorgetti), moglie del Ministro del Lavoro, della SALUTE e delle Politiche Sociali, sia anche il Direttore Generale di Farmindustria......sbaglierò....
I farmacisti delle parafarmacie sono "una gran rottura di scatole" per le farmacie, non tanto per la RISIBILE CONCORRENZA, quanto per la presenza di un professionista, spesso fortemente motivato nel suo lavoro, che pretende persino di "vendere farmaci con ricetta" o chissà un giorno pretenderebbe persino la mutua!
Questo è il motivo per cui si vuole rimuovere il farmacista dalle parafarmacie.
però riflettiamo dalla parte delle gente:
1) si passerebbe dal consiglio del farmacista (un valore aggiunto comunque)a perchè no al distributore automatico..oppure alla presenza di farmaci e fumo (tabaccai) o farmaci ed alcool(bar)
Chi lavora ogni giorno in parafarmacia o farmacia sà che è proprio sui farmaci senza ricetta, dove non c’è medico che indica,e uno tira fuori i soldi che la gente chiede di più..tanto e vero che chiedono molto anche su integratori e cosmetici…..
2)si amplierebbero si i punti vendita ma sarebbero più poveri di prodotti dato che si liberalizza solo la famosa lista comma 6 ( cioè le piccole confezioni starter) tutto il resto ritornerebbe in farmacia con la fine degli sconti
3)paradossalmente si favorirebbero solo la GDO…qualche nome? COOP,(che paradosso per il PDL) Esselunga.( che ha sempre protestato per l’obbligo del faramcista nei corner e non ha mai investito in tal senso)…e tuti gli altri ovvio
4) per ultimo ma piu’ impattante, Le conseguenze sarebbero, oltre alla chiusura di oltre 2000 parafarmacie, la cancellazione della libera scelta del cittadino, l’annullamento della possibilità di risparmio sull’acquisto dei farmaci e un forte ridimensionamento della consegna diretta di alcune tipologie di farmaci ad alto costo da parte delle strutture ospedaliere e delle ASL.
Un ritorno feudale al binomio farmaco-farmacia che sarebbe pagato a caro prezzo da tutta la popolazione con una perdita sensibili di posti di lavoro e un aumento della spesa sanitaria.
Viva i farmacisti titolari e proprietari!
Viva i Panzerkraut del farmaceutico!
Una farmacia ogni ennemila abitanti - il limite più alto in Europa, parafarmacie che languiscono con negli scaffali quello che in America o in U.K. viene venduto dall'indianino del drugstore aperto 24-ore-24,
Viva :( i Panzerkraut del Ministero della Sanità, che ogni anno ricevono una bella valigiona pesante per tenere tutto fermo .ora saranno contenti..
Viva :( i panzerkraut titolari che minacciano i grossisti di tagliare loro il business se riforniscono le parafarmacie e che connivono con le industrie farmaceutiche per farci costare le medicine il 150% in più della Spagna ora saranno contenti..
Viva :(a ridurrete il numero di farmaci da banco da far vendere alle parafaramcie, ora saranno contenti..
Viva :( a eliminare la presenza del farmacista ( si parla di circa 5000 esuberi) e aumentare il monopolio delle farmacie …….. perfetto! ora saranno contenti..
alla faccia del Popolo della Liberta’ ,
la libertà professionale ed economica nel nostro paese……


Sindicazione





01.11.10 @ 19:42:47
da silvetti mario
ciao Tafanus, scusa se ho inserito il ...
01.05.09 @ 13:57:13
da Admin
Ah ah ah, hai perfettamente ragione. ...
27.04.09 @ 01:10:40
da adel
Scusa ma, dato che Catania ha ...
26.04.09 @ 10:11:17
da Rosa
Guarda, su sta storia mi viene ...
26.04.09 @ 09:59:36
da Rosa