È un periodo buio e arrabbiato per i ricercatori in Italia, esposti ad un governo che mette in atto la sua strana
filosofia per il taglio dei costi.
Oggi nella grande manifestazione Nazionale della CGIL decine di migliaia di ricercatori sono scesi in strada per manifestare la loro opposizione ad una proposta di legge volta a frenare la spesa pubblica.
Se passa, come previsto,la legge provocherebbe il licenziamento di quasi 2000 ricercatori precari, che
costituiscono l’ossatura degli istituti di ricerca italiani perennemente a corto di personale - e metà di essi sono già stati selezionati per posizioni a tempo indeterminato.
il governo di centro-destra di Silvio Berlusconi, ha deciso che i fondi di università e ricerca potrebbero essere
usati per aiutare le banche e gli istituti di credito italiani. Questa non è la prima volta che Berlusconi ha bersagliato le università.
Nel frattempo, il Ministro per l’educazione, l’università e la ricerca, Mariastella Gelmini, non si è espressa in merito a tutte le questioni relative al suo ministero tranne quella sulle scuole secondarie e ha permesso che decisioni governative consistenti e distruttive fossero eseguite senza fare alcuna obiezione.
Ha rifiutato di incontrare i ricercatori e gli accademici per ascoltare le loro preoccupazioni o per spiegare loro le
direttive che sembrano richiedere il loro sacrificio. Inoltre non ha neppure delegato un sottosegretario che si occupi di tali questioni al suo posto.
Le organizzazioni scientifiche colpite dalla legge sono tuttavia state ricevute dall’ideatore della legge, Renato Brunetta, Ministro della pubblica amministrazione e innovazione. Brunetta ritiene che si possa fare ben poco per fermare o modificare la legge, anche se è ancora in discussione nei vari comitati e deve ancora essere votata in entrambe le camere.
In un’intervista ad un quotidiano, Brunetta ha paragonato i ricercatori ai “capitani di ventura” [sic N.d.T.], mercenari avventurieri del rinascimento, dicendo che dar loro un lavoro permanente equivarrebbe quasi ad ucciderli.
Ciò mistifica un problema che i ricercatori gli avevano spiegato: che la ricerca di base di un paese richiede un adeguato rapporto tra il personale permanente e quello precario, con i ricercatori precari (per lo più post-dottorati) che si spostano tra laboratori di ricerca permanenti, stabili e ben equipaggiati. In Italia, come hanno tentato di spiegare a Brunetta, questo rapporto è tutt’altro che adeguato.
Il governo Berlusconi può anche ritenere che siano necessarie delle misure finanziare severe, ma i suoi attacchi alla ricerca di base italiana sono avventati e poco lungimiranti. Il governo ha trattato la ricerca semplicemente come un’altra spesa da tagliare, quando invece dovrebbe essere considerata un investimento per costruire l’economia del sapere del ventunesimo secolo.
In effetti l’Italia ha già sposato questo concetto aderendo alla Strategia di Lisbona 2000 dell’Unione Europea, in cui gli stati membri hanno promesso di aumentare i fondi di ricerca e sviluppo (R&D) fino al 3% del loro prodotto interno lordo.
L’Italia, un paese del G8, ha una delle spese in R&D più basse del gruppo, essendo appena dell’1.1%, meno della metà di quanto spendono nazioni comparabili come la Francia e la Germania.
Il governo non deve considerare solo i guadagni a breve termine attuati attraverso un sistema di decreti facilitato da ministri compiacenti. Se vuole preparare un futuro realistico per l’italia, come dovrebbe, il governo non dovrebbe riferirsi pigramente al passato, ma capire come funziona la ricerca in Europa oggi."
E' giusto sostenere la ricerca L'Italia ha sempre piu' urgente bisogno di ricercatori e dovrebbe fare di tutto per tenerli a casa sua..
L'intelligente e il genio non devono esistere in un popolo da sottomettere. E il popolo ideale, ignorante e divoratore di materiale televisivo di bassa qualità, garantisce lunga vita al sovrano. Istruzione e potere alla nobiltà, al clero e all'alta borghesia.Il Governo attuale ha un concetto del progresso molto particolare.
Molto particolare.
Togliamo fondi alla ricerca e li destiniamo all'impresa.
e cosi' molti gruppi di lavoro e associazioni provano ad arrangiarsi stimolando l'opinione pubblica a devolvergli i fondi per es. del 5 x 1000 .. in quanto sembra facciano ormai affidamento solo su di questi..
Il ragionamento elementare che, se manca la domanda è inutile promuovere l'offerta, per qualcuno è troppo difficile da capire. Ovvio, fa parte della massa elettorale tipo descritta sopra.
Lasciamo continuare il ladrocinio da parte degli evasori (per me sono ladri, come ladro (in quanto complice) è colui che non esige una ricevuta fiscale o una fattura) e tagliamo fondi all'istruzione e alla ricerca.
saluti
Ivan


Sindicazione





01.11.10 @ 19:42:47
da silvetti mario
ciao Tafanus, scusa se ho inserito il ...
01.05.09 @ 13:57:13
da Admin
Ah ah ah, hai perfettamente ragione. ...
27.04.09 @ 01:10:40
da adel
Scusa ma, dato che Catania ha ...
26.04.09 @ 10:11:17
da Rosa
Guarda, su sta storia mi viene ...
26.04.09 @ 09:59:36
da Rosa