NON CHIEDETEVI COSA PUO' FARE IL VOSTRO PAESE PER VOI. CHIEDETEVI CHE COSA POTETE FARE VOI PER IL VOSTRO PAESE. J.F.Kennedy





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10 Lug 2008 - 00:16:55
Un'Italia unita, moderna e giusta

50 giorni fa'...

pomeriggio di primavera ,ore 16,30 Milano. Viale Mar Jonio – Zona San Siro ,

Occhiali scuri, bandiere che si agitano,una piazza affollata in mezzo a dei palazzoni, un sole insperato, Sì, sono a sentire Walter Veltroni,
sfrutto un momento di tempo di un sabato pomeriggio in un affaccio di primavera,
Sto in questa piazza perché voglio provare a sentire cosa dirà, non sono molto convinto rido dentro di me dei vecchietti che muovono le bandiere del Pd,
sono pieno di un sarcasmo tanto feroce che quasi mi stupisco, anche se la mia disillusione la conosco bene,
A ogni modo, qualche minuto dopo le 16,30 arriva Veltroni, attraversa la piazza in mezzo a uno scroscio di applausi, in sottofondo la voce gentile di Jovanotti di Mi fido di te, poi sale sul palco prende la parola, io ingoio il mio sarcasmo e ascolto.
Ascolto tutto. Fino alla fine.
Sta di fatto che, a un certo punto, mentre un entusiasta settantenne si agita accanto a me, sento un nodo alla gola: uno di quelli che ti bloccano il respiro, che fanno pungere gli occhi.
credere che l'uomo che ho davanti è davvero come si mostra: un politico che parla a braccio, che cita Sean Penn e Into the Wild, senza esaltazione, senza polemica, senza ironia gratuita.
Ho un nodo alla gola, e questo nodo dura finché Veltroni non finisce,

e allora mi accorgo che sono stanco di pensare che la sfiducia a priori sia l'unica soluzione per non farsi fregare. Penso che ho 35 anni e le decine di anziani che mi stanno attorno - occhi lucidi e mani scorticate per gli applausi -
hanno più entusiasmo e speranza di me.!!!
Penso che è bello vedere tanti giovani a un comizio.
Alla fine parte l'inno nazionale: in tanti cantano, io non riesco. Un passo alla volta, è meglio. A Milano il sole è caldo, il vento quasi non sfiora. Voglio poter dire che voterò PD perché ci credo. È una questione di fiducia, lo so bene: la delusione è dietro l'angolo, sempre. Voglio avere l'entusiasmo del settantenne che sventola la bandiera e ogni tanto me la dà in testa.

Lo rivoglio, quel diritto che mi hanno strappato: il diritto di crederci.
________________________________________________________________________________

Cari amici , Abbiamo vissuto per oltre 15 anni un sistema politico litigioso e frammentato. Basterebbe pensare che dal Parlamento, con lo scioglimento delle Camere, escono 30 gruppi parlamentari per comprendere la difficile situazione che ereditiamo. Una condizione che ha inciso notevolmente sulla capacità di risolvere le istanze della gente, perché la frammentazione e la divisione sono la principale causa di una politica incapace di decidere. E' questo che rappresenta il maggiore costo della politica: un sistema che non risolve i problemi e che non produce, è il vero spreco. Grazie alla nascita del Partito Democratico, di fatto, l'Italia è già iniziata a cambiare.
In questa legislatura ci sono meno partiti, più grandi e quindi più rappresentativi della società nella quale viviamo. Di più. La certezza che quanto promesso poi sarà fatto è nella scelta di correre
Liberi da vecchi condizionamenti ideologici di parte.
Liberi dalla confusione prodotta dai soggetti politici che pur di ottenere visibilità rendevano la politica un “teatrino dei litigi”.
Liberi di pensare che le alleanze non dovrebbero costruirsi per battere l'avversario ma per governare il paese.
Liberi di poter dire, insomma, che quanto proponiamo sarà poi realizzato perché dipenderà solo da un partito.
Oggi la sfida è più grande.
Quella cioè di non pensare a quale Partito ma quale Paese vogliamo costruire. Rilanciare con forza l'economia sostenendo l'innovazione nelle piccole e medie imprese che rappresentano il tessuto economico dell'Italia. Così come la questione dell'aumento dei salari deve essere posta al centro di un azione utile a contrastare l'incremento del costo della vita. Occorre superare l'assurda contrapposizione tra lavoratori e imprenditori, e compiere quelle scelte utili ad entrambi: tagliare il costo del lavoro nelle buste paga dei lavoratori Immaginiamo un'Italia nella quale si pagano meno tasse affinché le paghino tutti. Un'Italia che premia il merito. Quella a cui guardiamo è un paese nel quale ai giovani non si chiede di chi è figlio ma cosa vuoi fare nella vita. Una politica capace di stare dalla parte di chi ci prova: nell'avviare un attività commerciale, nel comprare una casa, nella ricerca dell'indipendenza dal nucleo famigliare e nel costruirsene una nuova. La legge elettorale, purtroppo, non ci ha permesso di scrivere il nome del candidato che preferivamo...
Non era forse più democratica la "legge fascista" del 1924 di quella con la quale si gratificherà il 13 e 14 aprile un parlamento non di eletti ma di soli nominati? Non si mancherà - naturalmente - di aggiungere nominati da qualche oligarca con i loro associati in un regime che rischia d'essere nuova incarnazione dell'antidemocrazia, dell'antilibertà, della controriforma Ma avendo fatto una croce sul simbolo del Partito democratico ho votato l'unico partito che ha nelle proprie liste esattamente gli stessi parlamentari facenti parte della mia volontà nell’esprimere quel voto.
E' stato un fatto mai accaduto prima.
E' stato sempre più facile che nuovi partiti nascessero da scissioni o da proiezioni personali di leader carismatici.
Nel Partito democratico ognuno sarà e dovrà essere, fin dal primo momento, alla stessa stregua dell'altro. Per questo vale il principio "una testa, un voto".
L'Europa è andata a destra in questi anni, perché la sinistra è apparsa imprigionata, salvo eccezioni, in schemi che l'hanno fatta apparire vecchia e conservatrice, ideologica e chiusa. Ad una società in movimento, veloce, portatrice di domande e bisogni del tutto inediti, si è risposto con la logica dei "blocchi sociali" e di una difesa immobile che finiva con il privare di diritti fondamentali altri pezzi di società.
Da persona che ama il suo Paese lo guardo e vedo gia’evidenti gli indizi di un declino possibile: la precarietà, l'invecchiamento della popolazione, la scarsa istruzione, la debolezza della ricerca, l'inefficienza di molti servizi collettivi, un sistema fiscale in cui convivono sacche di evasione ed una pressione troppo alta, una futura finanziaria fatta col catenaccio parlando col gergo calcistico..tanti tagli alle infrastrutture con la scusa di diminuire Gli sprechi..che si ci sono ma non di tuttta l'erba se ne doveva fare un fascio..
e cosi' strutture come la scuola e le forze dell'ordine si troveranno in braghe di tela..
Vedo la tendenza all'illegalità diffusa, a rifugiarsi in difese corporative o in settori di rendita, a difendere con le unghie e con i denti grandi e piccoli privilegi, a evitare ogni possibile apertura alla concorrenza.
il Liberismo di destra e sempre piu' "LIBERTINISMO"...
E nella nostra società, a fianco di una grande ricchezza a volte nascosta in termini di "capitale sociale", sento esserci uno stato d'animo fatto di smarrimento, di stanchezza, di pessimismo, persino di forme di intolleranza, di incattivimento, di omofobia, di diffidenza e chiusura verso tutto ciò che appare estraneo, diverso.
L'Italia deve crescere, deve crescere e investire sulla sua competitività, sul talento e sulla creatività dei suoi ceti produttivi, sull'unicità della sua bellezza e della sua cultura La battaglia da sostenere "non è contro la ricchezza, è contro la povertà".
L'Italia è diventata il Paese in cui tutti, a tutti i livelli, hanno il diritto di mettere veti e nessuno ha il diritto di decidere. ANDIAMO AVANTI DA 50 GIORNI CON DECRETI LEGGE FATTI POI magari RITIRATI o ora sembra addirittura barattati CON ALTRI DECRETI (LODO ALFANO) CON INTENTI CHE LASCIANO TANTO PENSAR ALLA PRIORITA' DEL SINGOLO prima di quella del paese..

Un Paese può perdere la sua democrazia per "eccesso" di decisione, ma può anche perderla per "difetto" di decisione.

Gli italiani vogliono che il governo che guida il Paese possa assumere su di sé decisioni e responsabilità, e che e ne risponda. E vogliono sceglierlo. Come in altre democrazie, che funzionano. E lasciatemi dire: fa sorridere amaramente che chi ha governato l'Italia per complessivi sei anni (2001-2006)cavalchi l'antipolitica con toni populistici quasi fosse un passante qualsiasi, facendo finta di non esserci mai stato. Voltiamo pagina , scrolliamoci di dosso un ciclo politico di 15 anni che è ormai obsoleto. Gli italiani sono stanchi di vedere ,leggere e sentire sui giornali le solite battute e gesti di basso livello che ci stanno attualmente riempiendo ancora una volta i nostri giorni invece che parlare di programmi e fare critiche costruttive anche se all’opposizione,
il PD da il segno di voler cambiare anche a tutto questo non rispondendo alle sfide, alle istigazioni arroganti di quelli che fanno ancora parte di quella politica.

50 giorni fa' avevamo una possibilità, una chance per risollevarci, per comprendere che dipende da noi, che siamo determinanti, che quello che riusciremo a dare è fondamentale.

50 giorni fa' NOI avremmo voluto iniziare a dire che non meritavamo più questa politica, siamo coscienti di cosa si deve fare per la nostra terra, per le nostre famiglie, per noi stessi.

50 giorni fa non c'era scelta, non c'era storia, non c'era alternativa.

50 giorni fa c'era solo un bivio con due cartelli chiari ad indicare il GIUSTO O il SBAGLIATO.

Perchè 50 giorni fa non c'era di essere di destra o di sinistra, di volere il ponte sullo stretto o non volerlo ecc ecc,

50 giorni fa c'era solo da voltare pagina e fare si che la nostra terra sarebbe cambiata, cambiata una volta per tutte.

ora 50 giorni DOPO SIAMO RITORNATI A 15 ANNI FA....

Grazie per l’attenzione Saluti Ivan


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